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Ciao! Sono il campanile di Forni di Sotto

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Ciao! Sono il campanile di Forni di Sotto, io sono molto, molto vecchio e un po' rovinato, perché il mio destino è di stare sotto le piogge, la neve e il sole.foto_6

Sono anche molto alto: circa 25 metri. Ho tre campane: una grande, una media e una piccola. Mi ricordo che una volta Vustinele veniva a suonare le pesanti campane. Ancora oggi, quando ci sono degli eventi importanti vengono i suoi figli a suonare le campane. Una volta le campane suonavano alle sette di mattina, a mezzogiorno e alle sette di sera. Ah! Dimenticavo, suonavano anche quando gli scolari dovevano sbrigarsi ad andare a scuola.

Molti anni fa, nel mio paese è successa una tragedia: sono venuti i tedeschi e l'hanno bruciato. Io, da lontano ho visto le jeep verdi arrivare, è stata una vera tragedia. Ho visto le prime  case incendiarsi, la gente scappare e avevo molta paura. L'incendio è durato tutta la notte. La mattina, quando  è spuntato il primo raggio di sole, ho visto il paese tutto bruciato ed ero molto triste. Ma dopo un po' ho visto la gente tornare e cercare di riprendere la vita, ho visto le donne frugare tra le macerie per trovare qualcosa di intatto. Ho visto il sudore degli uomini e delle donne che cercavano di ricostruire le proprie case, avrei tanto voluto aiutarli ma, naturalmente non potevo. Dopo un po' di tempo il paese è stato ricostruito ma, purtroppo non è tornato come prima. Mi mancano le vecchie case di pietra e legno di una volta, "las lindes" (terrazze) piene di pannocchie...

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Allora il paese era molto più popolato invece, oggi di persone ce ne sono molte di meno. Una volta vedevo anche molti più bambini.

Il mio mese preferito è il mese di maggio. Infatti, questo è il mese dedicato alla Madonna: le bambine facevano un arco con i fiori di maggiociondolo davanti alla chiesa e, per la processione, portavano una coroncina di fiori in testa. Poi la sera tutti andavano a rosario e qualche furbetto portava nella tasca i maggiolini. Durante il rosario li liberava per fare i dispetti, infatti, fra un'Ave  Maria e l'altra si sentiva il ronzio dei maggiolini che erano scappati dalla tasca di qualche bambino furbacchione.

Karin G. e Lucia C.

 

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