Mi presento sono il campanile di Forni di Sotto. Sono molto vecchio, alto e largo e dalla mia posizione vedo tutto il paese.

Sono nato qualche secolo fa, ne ho viste tante e ho tante storie da raccontare . Mi ricordo quando hanno dato fuoco al paese. C'erano le persone che disperate scappavano, ma io non potevo scappare dalle fiamme. Quando è finita la guerra le mie campane hanno cominciato a suonare a festa per avvertire tutti che finalmente era ritornata la pace....e da quel giorno ho visto la gente che pian piano ha ricostruito le case.
Una volta il mio amico Vustinele veniva a suonare a mano le campane: alle sette di mattina, alle sette di sera e a mezzogiorno.
Oggi invece suono anche quando nasce un bambino e, alle grandi feste, vengono ancora i figli di Vustinele, il vecchio campanaro, a suonare le campane a mano.
Di sera quando suonavo l'Ave Maria i bambini correvano a casa, infatti c'era un proverbio che diceva "a sone l'Ave Marie a cuzu la zanie".
Vedevo scappare i bambini di qua e di là a Vico e a Tredolo, oppure a Ciafanton, tutti di corsa a casa per non prendere un "orzo" ( uno schiaffo).
In inverno mi divertivo a osservare i bambini con lo slittino giù per la "Cleve di Bandis", la discesa che porta alla borgata di Vico .
I bambini con la corda attaccavano le slitte una con l'altra e scendevano giù come razzi. Naturalmente più di uno cadeva e rotolava come un salame nella neve. Ma anche questo era divertimento!
A volte poi qualcuno riusciva a trovare una "lauze" (slitta usata per trasportare il letame). Dopo averla lavata i bambini la usavano come slitta, davanti si mettevano i grandi per guidarla e dietro i più piccoli. Che bello scivolare sulla neve in comitiva! Ma quelli erano altri tempi! Oggi sulla strada non si può più andare con lo slittino.
Asia P. e Kevin C.





