Mi presento sono il campanile di Forni di Sotto. Sono molto molto vecchio, ho la punta con una bandiera, il tetto marrone e i muri un po' rovinati, questo perché, da tanti anni, sto sotto il sole, la pioggia e la neve. Anche l'incendio del '44 mi ha un po' rovinato: purtroppo ho dovuto assistere a quel tragico fatto. Invece per fortuna c'ero anche quando tutti i miei compaesani con grande sforzo hanno ricostruito il paese.
Mi ricordo quando, nel lontano 1923, dalla stazione di Villa Santina sono arrivate le nuove campane, di Forni di Sotto: erano tre e pesavano 2,694 Kg. Una volta le mie campane venivano suonate a mano. Non molti anni fa veniva il mio amico Vustinele che suonava le mie campane, tre volte al giorno, il mattino alle 7:00, a 12:00 e l'Ave Marie alle 7 di sera, poi doveva ricordarsi di suonare le campane alle 9:45 e alle 13:45 per ricordare agli scolari di andare a scuola. Oggi ho un nuovo macchinario per far suonare le campane, ma ogni tanto per le feste suonano a mano i figli di Vustinele che sono gli unici a saperlo ancora fare.
"A sone l'Ave Marie a cuzu la zanie"- Così dicevano una volta per far tornare i bambini a casa per l'ora di cena e se per caso facevano finta di non sentire il suono delle campane "a colave orzo", in pratica si prendevano qualche scappelotto.
Mi ricordo che d'estate vedevo le persone che andavano a falciare i prati fino nel Matan, in Puron, in Ciampiuz...Si alzavano anche alle quattro di mattina e con falci e rastrelli andavano nei prati di alta montagna.
D'estate, a scuola chiusa, naturalmente anche i bambini andavano a dare una mano, ma trovavano anche il tempo di divertirsi saltando sui "cagoi" (cumuli di fieno).
Alessandro L. e Federico S.





