D: Caro signor campanile, lei è il personaggio più in vista del nostro paese, può rilasciare un’intervista a noi bambini?
R: Sì, certamente giovanotti, dovere mio.
D: E’ contento di trovarsi a Forni di Sopra?
R: Sì, ovviamente, è il paese in cui sono nato, è meraviglioso.
D: Che cosa vede da lassù?
R: D’inverno vedo le cime innevate dei monti intorno a me e ai miei piedi il paese imbiancato; per le vie dei borghi si sente l’odore della polenta sul paiolo e il profumo di cioccolata calda che preparano le nonne. In primavera vedo le rondini che tornano dalle zone calde, con loro volo allietano i miei giorni e i miei pensieri che si perdono con loro. 
D: L’autunno è una stagione tanto triste?
R: I colori caldi delle foglie mi avvolgono come una coperta che mi scalda e mi protegge dalla prima brina invernale.
D: L’estate è più allegra?
R: In estate le grida festose dei bambini che giocano all’aperto mi rallegrano e torno bambino.
D: Ne ha visti bambini?
R: Li ho visti nascere, crescere, sposarsi e, con mio dispiacere, morire. È il cerchio della vita.
D: Ne ha fatti di ritocchi con le due campane di bronzo?
R: Ne ho chiamata di gente per i battesimi, comunioni, matrimoni e … funerali. Ho suonato le mie vecchie campane e anche quella nuova.
D: Quali sono i più belli?
R: A me piacciono tutte le feste e la messa domenicale perché vedo entrare sempre gente nuova che partecipa alle nostre tradizioni.
D: Ha una bella posizione!
R: INGOMBRANTE!
D: Come mai?
R: Mi trovo sulla strada principale ed i miei compaesani devono superare una curva molto brusca e pericolosa.
D: Ci sono stati tanti incidenti?
R: Per fortuna no! Io vedo passare ogni giorno qualcuno che frena e rallenta e mi sento felice.
D: E quando frenano, le persone si calmano?
R: In quel momento riacquistano la calma e riesco a vederle bene.
D: C’è una momento dell’anno che preferisce?
R: È il Natale. Le persone mi addobbano e sono ancora più in vista del solito. Tutti accolgono nel loro cuore il suono delle mie campane. I bambini sono vestiti a festa. Ai miei piedi grandi e piccini si scambiano auguri e regali.
D: A Capodanno ti senti il re?
R: Ho l’onore di avvisare per primo l’arrivo dell’anno nuovo insieme ai botti e ai fuochi d’artificio.
D: L’Epifania è più triste perchè non ci sono più feste?
R: Il 5 gennaio la piazza sotto di me è piena di grandi e piccini ed è il momento in cui divento protagonista: la Befana scende dalla mia cima e dà ai bambini le caramelle. Ho sempre paura che cada qualcosa, devo stare molto attento e tenere molto tesa la corda. Quando la Befana tocca per terra posso finalmente rilassarmi e godermi la festa.
D: Un’ultima domanda, è bello il tuo mestiere?
R: Sì mi sento importante perché devo radunare tutte le persone a Messa e alle Feste di ogni anno in Chiesa e vivo con loro i momenti più belli.
classe 5^, scuola primaria Forni di Sopra





