Non ci crederete ma... oggi le classi terza e quarta assieme alle maestre hanno trasformato i cavoli cappucci in crauti.
I bambini aggiungono il sale ai cappucci affettati da Annaluigia (“Ana” è la nostra aiutante) e poi li battono con un pestello di legno per farne uscire l’acqua. Quando si batte, l’acqua schizza da tutte le parti e nella stanza si espande un forte odore che penetra nelle narici.
Prima di affettare i cappucci si devono togliere le foglie rovinate o marce, ogni tanto dalle foglie scartate esce qualche vermetto.
Mentre lavoriamo Anna ci racconta che da piccola aveva una baita in “Pidila” dove il suo papà assieme alla sua mamma facevano i crauti. I cappucci si affettavano con la “grata” (La “grata” era una specie di affettatrice manuale) che veniva posizionata sopra ad un secchio di legno dove sul fondo si disponevano delle foglie di cappuccio grandi, e sopra a quelle foglie si mettevano i pezzettini di cappuccio affettati assieme ad un pugnetto di sale e poi si batteva con un pestello di legno.
Questo metodo, per chi fa i crauti in casa, si usa ancora oggi: soltanto che oggi si usa l’ affettatrice elettrica e i contenitori sono di plastica.
I crauti sono un cibo antichissimo, pensate, si facevano perfino in Cina.
I crauti tanto tempo fa si cucinavano per poi essere conservati sotto sale, e spesso assieme alla carne essiccata.
Per essiccare la carne bisognava attaccarla a dei gancetti a forma di esse:da una parte si agganciava la carne e l’ altra parte si attaccava ad un bastone fissato al soffitto, in seguito si accendeva un fuocherello debole debole in modo che producesse tanto fumo. L’ultima volta che si alimentava il fuoco, assieme ai bastoncini si aggiungevano delle bacche di ginepro, le bacche di ginepro bruciate salivano assieme al fumo, e a contatto con la carne le formavano una pellicola, così si conservava più facilmente e più a lungo.
Per far affumicare più velocemente la carne bisognava fare tutto il procedimento in una stanza piccola piccola così il fumo non si spargeva molto per la stanza e raggiungeva più velocemente la carne.
I cappucci dopo essere pestati e salati nel secchio di plastica devono essere coperti con un cerchio di legno sul quale viene posizionato un peso a scelta, preferibilmente un sasso, sopra al tutto si mette un canovaccio, devono anche essere conservati in un luogo freddo e fatti riposare per due mesi, ma soprattutto devono essere privati della schiuma che fuoriesce.
I bambini si sono divertiti molto a:
....battere ....a salare
Ed io a scrivere questo articolo!
Arrivederci alla prossima esperienza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Camilla, cl. 4^, scuola primaria Forni di Sopra





