Il primo libro che mio padre mi ha consigliato di leggere: Il Signore degli Anelli. Mica male eh? Come inizio ci era andato “leggero”… Eppure non ci ho pensato due volte a cominciarlo. C’era qualcosa, in esso, che mi lasciava incuriosita e allo stesso tempo ammaliata: forse era il fatto di aver già visto la sua trasposizione cinematografica (films che erano diventati i miei preferiti), forse era la mia passione per le storie di fantasia, o forse era semplicemente sfogliare quelle pagine nelle quali le parole si susseguivano una dopo l’altra… Me le ricordo ancora: un po’ ingiallite dal tempo, sembravano infinite, così delicate che avevo sempre paura di rovinarle… Bastavano solo quelle per trasportarmi in un altro luogo. Ricordo di averlo letto anni fa in un estate durante la quale facemmo una vacanza in camper: così, mentre la Compagnia dell’Anello viveva la sua grande avventura viaggiando per la Terra di Mezzo, io compivo la mia. Mi perdevo in quel mondo lontano, così diverso dal mio, ma che al contempo pareva così reale, in quella storia che era un po’ tutto: triste, ma allo stesso tempo parlava di speranze, di libertà e sogni, di lacrime e sorrisi, di amore, di amicizia, di odio, di guerra, di pace… Tante vite, tutte diverse, una dopo l’altra, grazie alle quali la storia, in qualche modo, non finiva mai. E Tolkien?? Come scriveva, Tolkien… Era così unico e particolareggiato il suo modo di raccontare, di descrivere, che era inevitabile immaginarsi ogni cosa come se accadesse proprio dinnanzi a noi, ogni situazione, luogo o dialogo da lui narrato. Ho amato tutto di quel libro: nel leggere piangevo e sorridevo, persino, per poi rendermene conto e all’inizio sentirmi un po’ stupida: ma in fin dei conti, erano delle belle sensazioni. “È questo il potere che i libri hanno?” mi domandavo stupita. Sì, quando ti appassionano davvero: se desideri sognare e provare a lasciare, anche solo per un attimo, la tua vita per scoprirne di nuove, allora un libro può fare miracoli. E se riesce a prenderti veramente, vivrai momenti unici, e non lo scorderai mai… mai e poi mai…





