Orienteering

Sapete che cos’è l’orienteering? Ne avete mai sentito parlare? E’ probabile che qualcuno di voi sappia di che cosa si tratta, ma la maggior parte delle persone non ne ha mai sentito parlare. Bene, noi abbiamo avuto modo di conoscerlo e fare questa esperienza, qualche tempo fa.


Quest’anno la nostra professoressa di scienze motorie, Paola Della Pietra, ha proposto all’intera scuola media di Paluzza un’attività davvero singolare: l’orienteering. Per quel gruppo di persone che non sapesse cosa fosse, dirò che è uno sport: anzi, è lo sport per tutti e per tutte le età, che si pratica all’aria aperta, nel quale si cerca di orientarsi per mezzo di bussole e cartine alla ricerca di punti di riferimento, le lanterne, posti lungo un percorso preciso che si deve completare nel minor tempo possibile. Per dirla in parole povere, è una caccia al tesoro fra sportivi. Approfittando del fatto che quest’anno a Paluzza c’è un distaccamento della sede della F.I.S.O. ( Federazione Italiana Sport Orienteering ), la nostra prof. ci ha coinvolti in questa attività sperando che facendoci conoscere questo sport, oltre che a potenziare le nostre doti fisiche e di orientamento, ci avvicinassimo di più al territorio che ci circonda, guardandolo anche in modo diverso dal solito. Naturalmente questa attività comportava anche lo svolgimento di una gara, ma non ci siamo fatti trovare impreparati. Infatti, già dal primo mese di scuola la prof. Della Pietra ha cominciato a parlarci dell’orienteering e, man mano, ci ha insegnato a riconoscere i simboli, a leggere la cartina, a verificare se la lanterna posizionata nel bosco era quella segnata sul percorso e altri accorgimenti utili.


Una volta acquisite le basi teoriche, abbiamo cominciato a fare pratica, prima con la cartina della palestra, poi con quella del cortile della scuola. Ognuno di noi ne prendeva una, svolgeva il percorso segnato, trascrivendo delle lettere (che rappresentavano le lanterne), poi ritornava al punto di partenza, dove la professoressa controllava i risultati e forniva indicazioni. Poi, aspettavamo che qualcun altro avesse terminato il suo turno e ripetevamo tutto con un percorso diverso. Intanto, girovagavamo apparentemente senza scopo, con il volto crucciato, gli occhi incollati alla cartina che ogni tanto gettavano in giro qualche sguardo indagatore per capire se stavamo seguendo la direzione giusta.


Dopo un paio di mesi, la fase di preparazione stava volgendo al termine e come ogni attività scolastica, alla fine del percorso esige una verifica: l’orienteering non fa eccezione. Solo che al posto di un compito in classe, dovevamo partecipare ad una gara, che si è fatta pure aspettare. La data era fissata per martedì 9 novembre, ma a causa del maltempo, è stata posticipata a venerdì 12, in località “Braides dal flum” (“prati del fiume”, nella parlata carnica), nel comune di Cercivento, a circa un chilometro dalla nostra scuola.


Così quel mattino verso le nove, tesi ed eccitati, abbiamo lasciato la scuola per incamminarci verso la località della gara, sotto lo sguardo attento dei professori che ci accompagnavano. Arrivati al campo sportivo di Cercivento, ci hanno dato i numeri di gara e ci hanno portati sul luogo della partenza: un sottopasso del nuovo ponte che collega Paluzza con Cercivento. A distanza di un minuto, i concorrenti partivano a coppie formate da un maschio e una femmina, che dovevano affrontare percorsi diversi. In gara c’erano due categorie: i ragazzi (prima media) e i cadetti (seconda e terza media). Prima di partire ci concedevano circa un minuto di tempo per leggere la cartina, poi ci davano il “via”. I ragazzi dovevano rintracciare sei lanterne, mentre i cadetti nove. Molti di noi, durante la gara, si sono messi in gruppo per aiutarsi e finire prima il percorso. Ecco i migliori quattro di ogni categoria:


per i ragazzi: Moro Michele-Di Ronco Lorenzo, Urbano Lorenzo-Crosilla Davide, Dassi Alessandro; per le ragazze: Moro Jessica, Flora Martina, De Conti Alessia-Puntel Ambra, Straulino Anna-Selenati Rosella; per i cadetti: Rovere Michele, Ferigo Cristian, Gortan Nemas, Bellina Federico; per le cadette: Unfer Valentina, Puntel Sara, Di Centa Laura,


 


Vuerli Martika. I primi quattro classificati della categoria cadetti e cadette parteciperanno alla fase provinciale.


Con questa gara abbiamo imparato innanzitutto a orientarci, ma anche a guardare il bosco come luogo di divertimento e attività, inoltre abbiamo conosciuto un nuovo sport, che si integra perfettamente con il nostro territorio di montagna. Naturalmente, qualche difficoltà c’è stata, specialmente con alcune lanterne che continuavano a sfuggirci.


Da tutta questa esperienza e dai risultati che abbiamo ottenuto, pensiamo che questa attività sia interessante, istruttiva e che ci avvicini al nostro territorio, la montagna, attraverso uno dei suoi ambienti più diffusi e caratteristici: il bosco. Anche la nostra professoressa Della Pietra condivideva i nostri pensieri e in classe si è complimentata con noi per i buoni risultati. Infine, per chi desidera cimentarsi almeno una volta in quest’attività, consigliamo solo di “buttarsi”, di provare a divertirsi nel bosco in modo diverso dal solito, senza troppe preoccupazioni.


 

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