Una mostra in mezzo al bosco

 

I bambini della scuola primaria di Forni di Sotto, nel mese di settembre, si sono recati a visitare la mostra organizzata dal signor Eligio Nassivera, dal titolo “Simposio di poesia e scultura”. Erano esposte, in “Baufie” e precisamente nel giardino della casa di Eligio, sei sculture in legno degli artisti Comelli Stefano, Komel Damjan, Plozzer Ermanno, Steffe Laura e Tiozzo Antonella.
 
 Alle 10:30 di giovedì siamo andati al casolare di Eligio in località Baufie.
Il casolare era bellissimo e lui aveva organizzato una mostre di sculture.
Il luogo era immerso nel verde:pini e larici facevano da corona al grande prato nel quale c’erano alberi da frutto e in cerchio le grandi sculture in legno di larice. Il signor Comelli ci ha accompagnato alla visita guidata di tutte le sculture; ci ha spiegato come si intitolava ogni statua, chi l’ha scolpita e con che legno. La mia scultura preferita è stata quella delle tante facce scolpita da Ermanno Plozzer alta circa 2,50 metri. La faccia più bella della statua era quella felice.
Poi mi ha colpito anche la statua che ha scolpito Antonella Tiozzo; sulla cima della scultura c’è la fenice : è un animale mitologico che è risorto dalle ceneri. Anche Forni di Sotto dopo l’incendio fu ricostruito, ecco perché questa statua rappresenta la storia di Forni di Sotto. Ora la statua è stata sistemata proprio davanti al municipio di Forni di Sotto.
(Gabriele)
 
Alle 10. 30 siamo partiti da scuola per andare da Eligio Nassivera a vedere la mostra delle statue di legno.
L’erba del prato dove erano sistemate le sculture era tagliata perfettamente, al centro c’era anche un salice piangente dove tutti i bambini si andavano a nascondere.
Il signor Comelli, accompagnato da Eligio, ci ha portato a vedere tutte le statue.
La prima statua che siamo andati a vedere rappresentava un uomo nudo con le braccia alzate che sostenevano un pezzo di tronco tra le mani.
Poi abbiamo visto un dinosauro che aveva la coda e anche la testa fuori dalla terra , invece il corpo sembrava dentro il terreno.
Questa statua sarà portata a Preone perché lì sono stati ritrovati resti di dinosauri.
Abbiamo visto una statua che si intitolava “Punti di riferimento” che era piena di buchi quadrati, ed era alta circa 2 metri e cinquanta. Questa statua rappresentava la torre di Socchieve che serviva per avvistare i nemici da lontano.
Dopo aver visto tutte le sculture e aver ascoltato le spiegazioni del Signor Comelli che ci ha fatto da guida, abbiamo mangiato e bevuto coca-cola e aranciata e abbiamo giocato un po’.
Prima di ritornare a scuola, Eligio ci ha dato dei fogli arrotolati con scritto delle poesie composte da lui.
(Riccardo )
 
 
 
Giovedì scorso siamo andati in località Baufie a vedere la mostra organizzata da Eligio Nassivera. La casa di Eligio è in mezzo a un bosco. Davanti alla casa c’è un vasto prato con dei bellissimi salici piangenti che abbelliscono il luogo. Nel prato ci sono anche alberi di noci e meli. Proprio lì erano sistemate le sculture in legno.
A me è piaciuta tantissimo la statua della scultrice Lara Steffe. E’ una scultura in legno di larice color rossiccio che col tempo diventerà grigia. Questa scultura verrà portata a Sauris. Rappresenta una fatina con le mani a coppa e, dalle sue mani, esce una sorgente d’acqua che verso il basso diventa sempre più ampia.
(Anna )
 
 
Giovedì siamo andati da Eligio. Ci hanno accolto i suoi cani che ci abbaiavano come per salutarci. Eligio ci stava aspettando ed anche i bambini della scuola primaria di Forni di Sopra.
Davanti al casolare un vasto prato e degli alberi verdeggianti: un salice piangente, meli con il tronco di calce bianca e un noce.
Assieme ad Eligio c’era uno scultore, il signor Comelli, che ci ha spiegato che le sculture esposte avevano un significato preciso. La statua che mi è piaciuta di più era quella dedicata a Forni di Sotto. La scultrice che l’ha scolpita è Antonella Tiozzo.
La scultura rappresenta un uccello, la fenice, che risorge dalle ceneri.
Allo stesso modo anche Forni di Sotto è stato ricostruito, cioè è risorto, dopo l’incendio del paese da parte dei Tedeschi nel 1944 e precisamente il 26 maggio.
(Mario)

 

 

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