Un posto speciale… ad Artegna

 

La biblioteca comunale di Artegna si trova in Piazza Marnico ed è l’unico luogo in cui si possa stare tranquilli nel paese.
Ha il pavimento blu che sembra una colata di gomma dalla superficie liscissima, ma non lucida, e le pareti bianche.
Dentro è piena di scaffali stracolmi di libri: alcuni sono in legno, tutti gli altri in metallo. C’è un tavolino piccolo per i bambini e, seminascosto, un altro tavolo in legno per i più grandi.
Mi piace perché è un luogo silenzioso dove si può distendersi per terra e sognare ad occhi aperti tutto il pomeriggio e poi … io sono una lettrice accanita che “mangia” i libri di Geronimo Stilton come se fossero crackers (Zanna Bianca di Jack London si potrebbe paragonare ad una pizza).

Alice


Il luogo che voglio descrivere è un sentiero ricoperto di erba e sassi di diverso colore.
Si chiama “Par da Cret” e si trova fra via Sottocastello e il cortile della chiesa parrocchiale “ Santa Maria Nascente”di Artegna.
“Par da Cret” è un sentiero ripido e molto tranquillo.
È curato, dei sassi grossi fanno da scalini.
Questi scalini diventano scivolosi quando piove, perciò bisogna stare attenti.
Anche quando nevica è pericoloso, però con la neve è più bello il paesaggio intorno.
Vicino c’è un prato con a fianco un bosco non tanto grande con abeti e tanti altri alberi, ma non è pericoloso.
Lo frequento molto spesso la domenica, per andare a messa, infatti per di lì si arriva molto velocemente alla chiesa: è una scorciatoia.
Mi piace anche perché nel prato vicino posso giocare tranquilla.
In primavera posso raccogliere il sambuco e anche c’è un profumo di fiori che mi fa star bene.
Quando cammino su questo sentiero mi sento molto felice e allegra.
Una volta tanta gente passava per di lì, ma adesso non più perché tutti vanno in macchina.
Una volta sono salita con una mia amica. C’era la neve. Io mi ricordo che abbiamo preso un sacco di nailon e siamo andate giù per la collina. Per un pelo, io e Valeria, non siamo andate contro il muro.
Un’altra volta, mentre salivo, Flai, che è una cagna che abita nei pressi, mi ha seguita fino alla chiesa. Arrivate lì se n’è andata, perché non poteva entrare. Quando sono tornata giù Flai stava nel suo giardino tranquilla. Io mi sono fermata a guardarla e lei mi è venuta a salutare.

Nicole e Cecilia

Un posto che mi piace particolarmente ad Artegna è il campo da tennis. Si trova dietro la scuola media di Artegna, in via Piacenza.
Questo campo da tennis è fatto di un particolare materiale ricoperto da una sottile sabbia; è verde con le linee gialle e in rilievo.
Io, Tommaso e papà ci andiamo sempre nel week-end e talvolta il lunedì o il giovedì.
Mi piace molto questo luogo perché mi diverto a giocare a tennis con mio fratello e papà; inoltre è silenzioso e ombreggiato.
Quando mi sto preparando per giocare mi sento felice perché mi aspetta un’ora di divertimento, soddisfazione e relax dopo aver fatto i compiti.
Un episodio che ricordo molto bene è quando mi trovavo sottorete e sono riuscito a rispondere molto bene ad un lancio di Tommaso: l’ho spiazzato da quanto il tiro era forte e mi sono divertito moltissimo.
Tommaso mi ha detto che sto diventando un piccolo campione di tennis.

Lorenzo

Il luogo che mi piace particolarmente frequentare si trova nel mio paese, ad Artegna, a circa quindici minuti da casa mia.
È immerso nel verde, ci si può arrivare sia a piedi che in bici, anche le macchine possono passare, perché c’è un guado.
C’è un bellissimo ponte rosso rifatto nuovo da pochi anni e sotto scorre un piccolo ruscello detto “Premaline” che, quando piove a dirotto, è un po’ pieno d’acqua.
È lì che io mi diverto a lanciare dei sassolini. Mi piace molto prendere anche dei piccoli frammenti di legno, camminare fino a metà del ponte e poi lanciarli giù e vedere quanto tempo stanno per arrivare fino alla cascata. Lì vicino c’è un piccolo boschetto e una zona con tante canne di bambù dove io mi nascondo e faccio finta che sia il mio rifugio.
Io frequento molto spesso questo luogo e mi piace perché non ci sono pericoli, è in mezzo alla natura e lì gioco di solito dopo aver fatto i compiti, oppure, in estate, quando fa caldo, ci vado per rinfrescarmi un po’.
Quando sono lì mi sento libero e felice, perché ho avuto il permesso della mamma per andare ogni tanto a fare merenda da solo o in compagnia dei miei fratelli e dei miei amici.

Mattia V.

Ad Artegna, in via Montenars, c’è il torrente Orvenco. Lo costeggia un sentiero che parte dalla strada che ti porta fino a Montenars. Io lo frequentavo quando abitavo lì vicino.
Ci sono tre briglie che formano cascate. Mi piaceva perché ci facevo il bagno.
Quando torno in quel luogo mi sento bene.
Sulle sponde ci sono alberi e vegetazione bassa. Ci sono i ruderi di un mulino antico.
Se guardi nelle “pozze” del torrente vedi pesci.
Un giorno ero andato a nuotare, ero andato sott’acqua e ho visto un gambero e un salmerino: mi correvano vicino e poi sono scappati: è un luogo bellissimo, fresco e in certi punti misterioso, perché sembra magico.
Una volta ci andavo spesso, perché abitavo lì vicino. Ora ci vado solo ogni tanto!

Mattia C.

Il luogo che mi piace di più ad Artegna è la strada chiamata via “dei Cidrins”. Si trova fra Sornico inferiore e Sornico superiore.
Su questa strada c’è un ruscello che divide i due borghi con un ponte dove si passa con la bici o a piedi.
È un luogo molto abitato, con piante alte e io lo frequento spesso con la bicicletta.
Mi piace perché è tranquillo, si sentono gli uccelli e si vedono molti scoiattoli che saltano sugli alberi.
Spesso, quando ho finito i compiti, vado a fare un giro con la bici e mi sento rilassato.
Ricordo di un giorno in inverno che l’acqua del ruscello era ghiacciata e io ci slittavo sempre con la bicicletta: è stato divertentissimo!

Luca

Da piccola ho trovato un posto che si chiama via dei Salès o via di Totul.
È una strada non asfaltata ed è lunga.
Si trova ad una biforcazione di via Sottocastello e finisce in via Gemona ad Artegna.
La frequento quando vado dalla mia amica e torno per di lì perché ho un grande ricordo.
Quando avevo 5 anni ero andata con la nonna a raccogliere i bucaneve in un prato e mi ero fermata ad accarezzare un pony. La padrona era lì che gli dava da mangiare e mi ha chiesto se volevo accarezzarlo di più, ma la nonna ha detto di no. Io ho insistito e così mi ha promesso che ci sarei andata il giorno dopo. La nonna non si ricordava del fatto, così le ho chiesto se ci potevo andare con la zia. Ho ritrovato la padrona del pony che si ricordava della promessa, così dalle due alle cinque ho provato a cavalcare e dopo siamo andate al ruscello, io al galoppo sul pony la zia e la padrona su un cavallo di nome Veloce.
Per questo oggi mi fermo ancora ad accarezzare i cavalli e parlo con i padroni.
Prima in quel posto c’erano galline, pony, cavalli … oggi ci sono solo cavalli e certe volte le pecore.
Mi piace perché sto in mezzo alla natura.
Quando lo frequento mi sento felice e gioiosa.

Chiarandini

Il parco giochi vicino alla scuola di Artegna è abbastanza grande.
Quasi ogni giorno è frequentato da persone: sia bambini, sia adulti.
Prima di entrare nel parco c’è una breve discesa asfaltata.
Lungo la discesa c’è un marciapiede che poi percorre tutto il giro del parco; intorno al marciapiede c’è un parcheggio per le automobili.
Oltre il marciapiede ci sono dei giochi circondati da erba e su dei terrazzamenti si vedono degli alberi.
I giochi sono: delle altalene, due scivoli nuovi, delle corde per arrampicarsi …
Vicino al marciapiede ci sono delle panchine con dei tavoli dove si può fare merenda e sedersi a parlare.
C’è una scultura o monumento che raffigura un carabiniere ed un bambino.
Il parco è tutto nuovo.

Gaia

Il parchetto di Artegna si trova in fondo a Via Villa, è largo e spazioso e c’è una collinetta; faceva parte di un parchetto privato.
Lo spazio è abbastanza grande, ci sono dei giochi che una volta non c’erano, poi c’è la collinetta che una volta, così mi hanno detto, serviva a conservare la neve. La neve veniva raccolta dentro una galleria sotto la collina. La collinetta serviva quindi come “frigo” per l’estate.
Adesso la galleria è chiusa perché si cominciava a buttarci la spazzatura!
Io vado lì poche volte, però mi piace la collinetta, perché salendo mi stufo, ma scendendo sembra di cadere dal cielo.

Bryan

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